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La Bettolina di Sestri
Levante era una piccola
chiatta, lunga una
quarantina di metri e larga
6, costruita per la
navigazione fluviale.
Durante il secondo conflitto
mondiale venne requisita dai
tedeschi, armata con due
mitragliere antiaeree ed
adibita al trasporto di
materiale via mare. Nei
primi mesi del 1944 venne
affondata dal missilie di un
caccia alleato.
La caratteristica principale
di questo relitto non è
l’importanza strutturale, ma
le abbondanti e varie forme
di vita che lo hanno
colonizzato e che rendono
bellissimo e sempre nuovo
questo sito subacqueo.
Procedendo attorno al
tagliamare, si incontra il
primo vero spettacolo
naturalistico: i famosi
spirografi (Sabella
spallanzanii). Questi vermi,
appartenenti all’ordine dei
sabellidi, vivono in tubo
costruito da loro stessi,
composto da muco e fango
agglutinato, dal quale fanno
fuoriuscire il loro
spettacolare ciuffo
branchiale che gli permette
di filtrare il necessario
nutrimento dall’acqua.
Risalendo fino al ponte di
coperta, troviamo l’argano
ancora ben conservato,
territorio di piccoli e
coloratissimi nudibranchi
che spesso brucano sul loro
“piatto preferito” (l’idroide
Eudendrium) che ricopre la
battagliola (il parapetto)
della nave. Attenzione,
inoltre, ai vari buchi e
cavità, dove solitamente si
nascondono grosse aragoste.
La parte della pancia di
comando è, invece, teatro di
cernie, murene, grossi polpi
e scorfani di grossa
pezzatura. Anche qui,
comunque, sono i particolari
a rendere l’immersione
fenomenale. Infatti, nelle
piccole scanalature laterali
delle stive ed in alcuni
fori si scoprono le rare
galatee (Galathea strigosa),
crostacei dell’ordine dei
Decapodi con cinquanta paia
di zampe toraciche, che
rappresentano l’anello di
congiunzione tra astici e
granchi.
Penetrando all’interno del
relitto, si trova una
piccola cucina di bordo
ancora ben conservata. Ed
ecco che possiamo ammirare
lo spettacolo principale
dell’immersione! Un
eccellente colonia di
anemoni gioiello (Corynactis
viridis). In tutto il
levante ligure è questo
l’unico sito dove poter
apprezzare una simile
bellezza.
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