Bettolina

Ancoraggio -26
Profondità max. -31
Visibilità Discreta
Difficoltà Media

La Bettolina di Sestri Levante era una piccola chiatta, lunga una quarantina di metri e larga 6, costruita per la navigazione fluviale. Durante il secondo conflitto mondiale venne requisita dai tedeschi, armata con due mitragliere antiaeree ed adibita al trasporto di materiale via mare. Nei primi mesi del 1944 venne affondata dal missile di un caccia alleato.

La caratteristica principale di questo relitto non è l’importanza strutturale, ma le abbondanti e varie forme di vita che lo hanno colonizzato e che rendono bellissimo e sempre nuovo questo sito subacqueo. Procedendo attorno al tagliamare, si incontra il primo vero spettacolo naturalistico: i famosi spirografi (Sabella spallanzanii). Questi vermi, appartenenti all’ordine dei sabellidi, vivono in tubo costruito da loro stessi, composto da muco e fango agglutinato, dal quale fanno fuoriuscire il loro spettacolare ciuffo branchiale che gli permette di filtrare il necessario nutrimento dall’acqua.

Risalendo fino al ponte di coperta, troviamo l’argano ancora ben conservato, territorio di piccoli e coloratissimi nudibranchi che spesso brucano sul loro “piatto preferito” (l’idroide Eudendrium) che ricopre la battagliola (il parapetto) della nave. Attenzione, inoltre, ai vari buchi e cavità, dove solitamente si nascondono grosse aragoste.

La parte della pancia di comando è, invece, teatro di cernie, murene, grossi polpi e scorfani di grossa pezzatura. Anche qui, comunque, sono i particolari a rendere l’immersione fenomenale. Infatti, nelle piccole scanalature laterali delle stive ed in alcuni fori si scoprono le rare galatee (Galathea strigosa), crostacei dell’ordine dei Decapodi con cinquanta paia di zampe toraciche, che rappresentano l’anello di congiunzione tra astici e granchi.

Penetrando all’interno del relitto, si trova una piccola cucina di bordo ancora ben conservata. Ed ecco che possiamo ammirare lo spettacolo principale dell’immersione! Un eccellente colonia di anemoni gioiello (Corynactis viridis). In tutto il levante ligure è questo l’unico sito dove poter apprezzare una simile bellezza.

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